USA - Cause della secessione

Le grandi potenze del Novecento - USA

Le grandi potenze del Novecento - Cronologia

Stati Uniti d'America

1803

Gli Stati Uniti acquistano la Lousiana dalla Francia

1819

Gli Stati Uniti acquistano la Florida dalla Spagna

1823

Il presidente americano Monroe pronuncia la frase “l'America agli Americani

1849-1852

Corsa all'oro” della California

1850-1890

Guerre indiane

1860

Abraham Lincoln è eletto presidente.

1861-1865

Guerra di secessione americana

1890

Gli Stati Uniti emanano una legge conto i monopoli

1898

Gli Stati Uniti sconfiggono la Spagna, che perde il suo impero americano

1904-1913

Gli Stati Uniti costruiscono il Canale di Panamà

Giappone

1853-54

Gli Stati Uniti ottengono il permesso di commerciare con il Giappone

1867-1912

Regno dell'imperatore Mitsuito (Epoca Meiji)

1889

Il Giappone diventa una monarchia costituzionale

1905

Guerra russo-giapponese per il controllo di Port Arthur (Manciuria)



Francia

1852

Luigi Bonaparte diventa imperatore di Francia col nome di Napoleone III

1858

Napoleone III firma gli accordi segreti di Plombiers con il Piemonte.

1859

Napoleone III partecipa alla Seconda Guerra di Indipendenza e firma l'armistizio di Villafranca con l'Austria.

1870

La Francia attacca la Prussia ma è sconfitta. Napoleone III lascia il potere e viene proclama la Repubblica.

Germania

1862

Otto von Bismark diventa Primo Ministro della Prussia

1866

Guerra austro-prussiana – battaglia di Sadowa

1870

Guerra franco-prussiana – battaglia di Sedan

1871

Proclamazione dell'Impero Tedesco

1918

Fine dell'Impero Tedesco – Nascita della Repubblica di Weimar

Le grandi potenze del Novecento - USA

A 13 Stati iniziali se ne erano aggiunti altri, quali la Louisiana e la Florida.

La popolazione, che era molto aumentata soprattutto grazie all'immigrazione dall'Europa, andò in parte ad ingrossare le grandi città della costa, in parte colonizzò la terre dell'interno, fondando nuovi Stati.

A metà '800 quasi tutte le terre fino al Pacifico (il “far west”) erano state conquistate, anche a causa della “corsa all'oro” scoperto in California. Erano intanto iniziate le “guerre indiane” che causarono il genocidio dei nativi americani, successivamente confinati nelle “riserve”.

Divenuti una grande potenza, gli Stati Uniti ritengono che solo a loro (non agli europei) spettino le decisioni sul continente americano (“l'America agli Americani”, come disse il presidente Monroe).

Verso la metà dell'Ottocento, però, sorse una divisione tra:

  • gli Stati del Nord, basati su un'economia moderna, rappresentati dal Partito repubblicano;

  • gli Stati del Sud, basati su un'economia di piantagione e sulla schiavitù, rappresentati dal Partito Democratico.

Quando nel 1860 venne eletto presidente il repubblicano Abraham Lincoln, gli Stati del Sud, temendo venisse abolita la schiavitù così importante per la loro economia, decisero di separarsi (“secessione”) e di fondare una propria Confederazione. Ne nacque una guerra civile (“guerra di secessione”) che si protrasse fino al 1865 e venne vinta dagli Stati del Nord. I sudisti tornarono nell'Unione; venne abolita la schiavitù.

La vittoria degli Stati del Nord diede nuovo impulso all'economia. Gli Stati Uniti svilupparono:

  • un'agricoltura moderna, diventando il “granaio del mondo”;

  • la maggior potenza industriale del mondo, superando a fine '800 Inghilterra e Germania nella produzione di carbone, acciaio, petrolio.

A inizio '900 gli Stati Uniti, seguendo le idee di Monroe, prenderanno il controllo dell'America Latina, distruggendo l'impero spagnolo e costruendo il Canale di Panamà.

Il Novecento sarà il “secolo americano”.

Questione sociale e nascita delle ideologie - Italia







Anche nel Regno d'Italia, ancora molto arretrato, nacque una questione sociale.

Nel sud, prevalentemente agricolo, si sviluppò il fenomeno del brigantaggio, bande di contadini che compivano razzie e vennero sconfitte solo con l'intervento dell'esercito.

A nord si sviluppò l'industria grazie allo Stato che finanziò le industrie, commissionando loro la costruzione di macchinari, ferrovie e armi.

Si moltiplicavano intanto i braccianti e gli operai (cioè i lavoratori salariati), molti dei quali aderirono dapprima alle idee anarchiche, poi a quelle socialiste. Nacquero i primi sindacati e il Partito socialista, che organizzarono scioperi e disordini, alcuni repressi con l'esercito.

Chi non riuscì a migliorare la propria condizione pensò a emigrare: alla fine dell'Ottocento circa due milioni di italiani emigrarono in Argentina e negli Stati Uniti.

Con il Novecento migliorò il rapporto tra Stato e lavoratori, grazie al primo ministro Giolitti che attuò molte riforme sociali e stabilì che lo Stato rimanesse neutrale nello scontro tra lavoratori e industriali.

Al nord, nel cosiddetto “triangolo industriale” (Milano – Torino - Genova) migliorarono notevolmente l'industria e la vita degli operai, mentre dal Sud emigrarono altri milioni di italiani. Nel 1914 quasi il 18% degli italiani risiedeva all'estero!



Dopo la prima guerra mondiale anche i proprietari agrari e gli industriali si organizzarono per difendere i loro interessi. Dopo due anni di grandi scioperi (“biennio rosso”), venne riportato l'ordine anche grazie ai militanti del Partito Nazionale Fascista, guidato da Benito Mussolini. Inizialmente animato da idee nazionaliste e socialiste, divenne ben presto il difensore della proprietà privata e della borghesia contro le idee socialiste.

Questione sociale e nascita delle ideologie


Lo sviluppo della rivoluzione industriale aveva provocato molti cambiamenti, facendo nascere nuove classi sociali.
I contadini costretti a trasferirsi in città e molti artigiani cominciano a lavorare come operai nelle fabbriche, diventando “proletari”, persone cioè che per sostenersi potevano contare solo sulla prole (i figli).
Nasce il sistema capitalistico, nel quale la borghesia proprietaria delle industrie investe il proprio denaro (capitale) per acquistare i macchinari e ottenere sempre nuovi guadagni. Essa chiede che lo Stato non intervenga nell'economia, eliminando i dazi e lasciando liberi i rapporti tra industriali e operai: questa idea si chiamò “liberismo”.

La vita nelle fabbriche è dura e ripetitiva: le macchine sostituiscono via via l'uomo e gli impongono ritmi di lavoro talvolta insostenibili.
Molti cercarono di migliorare le loro condizioni. Alcuni (chiamati “socialisti utopisti”) pensarono di far costruire case e scuole per gli operai, ma nessun borghese era allora disposto a farlo.
Altri si convinsero che solo una rivoluzione avrebbe risolto i problemi:
  • il pensatore tedesco Karl Marx sostiene che tutti i proletari devono organizzarsi per abolire la proprietà privata e instaurare il comunismo con una rivoluzione violenta contro la borghesia (lotta di classe);
  • il russo Michail Bakunin pensa che la soluzione sia abolire lo Stato e fondare una società senza potere (“anarchia”).
Altri socialisti cercarono di riformare la società con i mezzi della democrazia (“riformisti”).
Anche la Chiesa cattolica prese posizione con l'enciclica “Rerum Novarum”: era contro le rivoluzioni, ma chiedeva maggiore collaborazione tra le classi sociali.

Intanto gli operai si organizzano per difendere i loro diritti:
  • alcuni distruggono le macchine, accusate di togliere il lavoro (luddisti);
  • altri organizzano delle società di mutuo soccorso per aiutarsi con una cassa comune;
  • in Inghilterra nascono le Trade Unions, i primi sindacati che lottano per aumentare i salari e ridurre gli orari di lavoro;
  • socialisti, comunisti e anarchici fondarono nel 1864 la Prima Internazionale per progettare la rivoluzione proletaria;
  • a Parigi, nel 1871, il popolo organizza la prima forma moderna di partecipazione diretta ispirata ai principi del socialismo (la Comune di Parigi)

Questione sociale e nascita delle ideologie - cronologia

Cronologia fondamentale

1848

Marx e Engels scrivono il “Manifesto del Partito comunista

1864

Nasce la Prima Internazionale

1861-65

Fenomeno del brigantaggio nell'Italia del sud

1868

Nel Regno Unito nascono le Trade Unions (i primi sindacati) di tutti i lavoratori

1871

La Comune di Parigi (primo governo ispirato alle idee socialiste)

1891

Papa leone XIII emana l'enciclica “Rerum Novarum

1892

A Genova nasce il Partito Socialista Italiano

1876-1914

Emigrano circa 14 milioni di italiani

1898

A Milano l'esercito spara sulla folla che protesta

1903-1914

In Italia Giolitti attua molte riforme sociali

1917

In Russia prendono il potere i rivoluzionari comunisti

1919

In Italia nasce il Partito Nazionale Fascista

1919

In Germania nasce il Partito Nazional-Socialista

1922

Benito Mussolini diventa Primo ministro

1933

Il Partito Nazional-socialista prende il potere in Germania